Lungo la Cassia

Tra la Toscana e il Lazio lungo la Cassia verso Roma si vedono molti fiori selvatici sul bordo della strada. Anche i campi incolti sono pieni di fiori portati dal vento. Sarebbe stato bello poterci spendere alcune ore. Purtroppo avevamo fretta e dopo avere preso solo alcune foto, siamo ripartiti.

La quantità delle specie diverse era impressionante. Soltanto un fiore – gladiolus italicus – era riconoscibile come gladiolo. Un’amica Olandese, Antoinette Duijsters, ha determinato le altre 4 specie.

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gladiolus italicus o Pancacciuola o Fil di Spada

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hedysarum coronarium o ‘sulla’

malva sylvestris o selvatica (ma forse no…)

bellardia

bellardia trixago

echium vulgare o viperina azzurra

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Campanula rapunculus o Raperonzolo

14 giugno 2007

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L’alba

Il giardino è più bello il mattino presto. Soprattutto ora che le malvarose fioriscono per la prima volta. Anche le oenothere, che si aprono questi giorni alle nove di sera, sono ancora molto belli di mattina.

I semi delle malvarose provengono da un giardino vicono a Groningen, Olanda.

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Rose rampicanti

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Rose rampicanti

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Malvarose

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Malvarose dettaglio

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Oenothera

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Oenothera con le malvarose in fondo

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Malvarose scure appena sbocciate

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Malvarosa scura

 

12 giugno 2013

Trifoglio e Scrofularia

L’apicoltore non ha ancora portato le arnie. Intanto guardo i fiori che ci sono in questo momento. Finalmente è migliorato il tempo ed è stato possibile camminare nelle golenali del Brenta. C’è un grande terreno che in seguito alle recenti inondazioni non è coltivato. Apparentemente non era possibile arare e seminare. Ci crescono ora dei fiori selvatici tra i quali uno predomina: il trifoglio incarnato (trifolium incarnatum) o a fiore rosso. Gli Inglesi lo chiamano “trifoglio italiano”. Benché io risieda già da decenni in Italia, non avevo ancora mai visto questo trifoglio. Un bellissimo colore.

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trifoglio rosso

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Trifoglium incarnatum

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Un campo di trifoglio incarnato

Nel bordo del bosco invece troviamo un fiore dall’aspetto estremamente insignificante: Scrophularia nodosa ossia Scrofularia dei boschi. In questo momento vi si trovano dei bruchi molto belli. Abbiamo scoperto che si tratta probabilmente di due specie di farfalle. Ambedue sono farfalle notturne e non molto attraenti, ma i bruchi sono una meraviglia. Essi sono o il bruco della Shargacucullia verbasci o della Shargacucullia scrophulariae. Non sono disponibili i nomi comuni. Ambedue usano la Scrofularia come pianta ospite.

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Bruco sulla scrofularia

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Il bruco presso il piccolissimo fuore di Scrofularia

8 giugno 2013

La maschera dell’apicoltore un buon inizio

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L’aspirante apicoltrice

La settimana scorsa ho preso contatto con un apicoltore. Mi insegnerà il mestiere e metterà alcune arnie in fondo al nostro campo. Quindi, oggi ho comprato una giacca con maschera presso l’associazione degli apicoltori del Veneto. La persona che ci vendeva questi articoli possiede lui stesso una trentina di arnie e raccontava che le api possono essere più o meno aggressive e che questo dipendeva dalla regina. Quando si cambia la regina, il comportamento delle api può cambiare. Egli diceva anche che le api stanno molto meglio da quando sono stati vietati i neonicotinoidi. L’acquisto di arnie nuove viene incentivato dallo stato per i soci delle associazioni degli apicoltori. Apparentemente si è ormai conscio dell’importanza delle api anche per l’economia.

Ora fiorisce il ligustro che emana un profumo delizioso. Appena il tempo permette e non piove, le api fuoriescono e atterrano sui grandi grappoli di fuori. E’ sempre bello vederlo quando raccolgono in grande numero il loro cibo.

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Api e Maltempo

Nel Nord-Italia le api muoiono di fame. Piove moltissimo e fa tanto freddo che i fiori non hanno la possibilità di aprirsi bene. Questo viene raccontato da un apicoltore del Trentino in un servizio del Tg2 che si può vedere qui. Egli mostra una mano piena di api morte. E’ una vista tristissima. Gli apicoltori sono costretti a dare le api del miele che significa in pratica restituirlo.

Per fortuna i neonicotinoidi sono vietati in Italia. In caso contrario la fame per il freddo e la pioggia, insieme alle vere cause della moria delle api (neonicotinoidi e varroa), potrebbero essere diventate fatale alle api. Nonostante questo divieto si sentono ogni tanto delle notizie su “apicidi” dovuti all’abuso di pesticidi vietati. Apparentemente questi prodotti sono sempre reperibili.

A metà Maggio è stato vietato dall’Unione Europea l’uso di tre su sei neonicotinoidi. Sono rimasti disponibili tre neonicotinoidi. Non è facile capire quale sia esattamente la differenza tra questi sei prodotti. Forse quelli ancora ammessi saranno impiegati più di prima e quindi il divieto cambia poco. Solo dal 1 dicembre 2013 parte il divieto e dura soltanto due anni. In più durante questi due anni sarà vietato l’uso nei periodi di maggiore fioritura, da Marzo a Maggio e durante qualche altro periodo breve. Nei primi momenti si parlava di una vittoria, ma apparentemente questo divieto non significa molto e si è in fondo ottenuto poco con le proteste e le petizioni. E’ curioso che ci voglia tanto per vietare queste sostanze chimiche. Anche i politici sono uomini e dovrebbero quindi mostrare un minimo di preoccupazione nei confronti della moria delle api. Probabilmente sono prigionieri di un groviglio di leggi e burocrazia.

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L’europarlamentare Italiano Andrea Zanoni, che si occupa di protezione animale e ambiente, si oppone adesso attivamente all’uso del pesticida Fipronil prodotto dalla BASF e vuole ottenere un divieto anche a questa sostanza. Anche questo prodotto viene usato per trattare i semi (soprattutto di mais) in modo che la pianta sarà resistente alle pesti (non si tratta quindi di OGM in quanto non viene modificato il materiale genetico). In seguito a questo trattamento le api soffrono di disorientamento o muoiono. Per loro è sufficiente bere dalla guttazione o dalla rugiada per subire queste conseguenze nefaste. Di questa sostanza chimica viene ora determinato dalla EFSA (L’autorità Europea per la sicurezza alimentare) se si qualifica per un divieto. Questo divieto potrebbe già scattare in Luglio di quest’anno.

Il tempo non sembra migliorare più di tanto. Nonostante queste previsioni brutte domani vado a comprare una maschera e dei guanti per cominciare la settimana prossima con un corso per diventare apicoltrice.

Visto che ci sono ancora molti pesticidi che vengono usati legalmente, spero che anche voi volete firmare per un divieto su questi prodotti. E’ possibile farlo sul sito di Avaaz.org.